Il pianoforte arriva nel 1982.

Da lì comincia tutto: musica classica, tecnica pianistica e molti anni trascorsi tra tasti bianchi e neri.

Nei primi anni ’90 Marco Mancini incontra il blues, suonando in diverse band, per poi approdare al jazz intorno al 1997. Da allora comincia a frequentare la scena jazz dell’area fiorentina, prendendo parte a numerose formazioni, dal trio al sestetto, tra cui Short Steps Sextet e Nice Affair Quintet, esibendosi in eventi pubblici e privati, in Italia e all’estero.

Negli anni successivi l’attività di pianista e tastierista si muove tra jazz, funk e blues, in diverse formazioni e contesti live.

Nel 2005 comincia a scrivere musica.

I primi brani originali, di matrice jazz strumentale, nascono nel 2005, scritti da Marco per la formazione The Coolfive Quintet, alcuni dei quali confluiranno in Suoni potabili, album pubblicato con la stessa band nel 2009.

Nel 2010 prende parte al progetto Motorino, tribute band dedicata a Rino Gaetano, con cui si esibisce in numerose serate nel Centro Italia. Durante questa esperienza si rafforzano in Marco due concetti che saranno alla base del suo percorso cantautoriale: la fondamentale importanza del testo e la libertà di non legarsi necessariamente a un genere prestabilito.

Dopo qualche anno arrivano le parole.

Parallelamente la scrittura continua a evolversi: alla musica iniziano ad aggiungersi le parole. Testi ironici, ispirati alla vecchia maniera italiana di autori come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Paolo Conte, Bruno Martino ma anche Sergio Caputo e Piero Ciampi.

Nel 2014 fonda il quintetto Clark, progetto dedicato allo swing italiano cantato. Con la band realizza Appuntamenti, album contenente sette brani originali in forma canzone, di cui firma musica, testi e arrangiamenti, iniziando a metterci anche un po’ di voce.

Poi arriva Mancinix.

La sua esperienza di musicista live e, contestualmente, di cantautore lo porta ad allontanarsi progressivamente dai confini di un genere preciso, che comincia a percepire come troppo stretti per le proprie emozioni.

Inizia così a formarsi l’identità di Mancinix, musicista e cantautore indipendente, senza legami o scadenze da rispettare. Nel 2018 esce Quattro quarti, singolo sperimentale tra pop ed elettronica. Seguono i singoli Come stai stasera, ballad dalle atmosfere electro-jazz, nel 2019 e Tattù, testo ironico su ritmo pop/ska nel 2020. Nel 2021 decide di lasciare una traccia di un periodo di ritorno intimistico al pianoforte acustico, incidendo l’album Hovk + Helen. Old ballads on an old piano, contenente undici cover/standard jazz in piano solo. Un altro tentativo di sperimentare oltre i propri confini musicali culmina nel singolo Music is the answer, di atmosfera dance elettronica e testo inglese, inciso nel 2012 con la partecipazione di Gaia M. Nel 2024 riarrangia in chiave ballad/elettronica il brano Redemption Song di Bob Marley, che uscirà come singolo. Nel 2026 esce il nuovo album Di Moka e Luna, contenente 9 canzoni di cantautorato pop con influenze jazz e ritmi in levare, anticipato dal singolo In Mutande, piano e voce.

Raccontare storie

Questo percorso continuo di ricerca attraverso singoli, album, pianoforte, canzone e nuove contaminazioni mantiene un punto fisso di equilibrio: raccontare storie attraverso la musica.

Storie strumentali o cantate, ironiche o riflessive, intime o leggere. Senza preoccuparsi troppo di stabilire prima se debbano appartenere al jazz, al pop, al beat o alla canzone d’autore, ma dando spazio alle proprie emozioni e ai desideri del momento.

I generi sono linguaggi, non confini.